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DECRETO LEGISLATIVO 1 aprile 1996, n. 239

DECRETO LEGISLATIVO 1 aprile 1996, n. 239tasse
Modificazioni al regime fiscale degli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati. (GU n.102 del 3-5-1996 )
note:
Entrata in vigore del decreto: 18-5-1996
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’art. 3, comma 168, della legge 28 dicembre 1995, n. 549;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 12 marzo 1996;
Acquisito il parere delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 1 aprile 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro;
E M A N A
il seguente decreto legislativo:
……………

Articolo 6 – Regime fiscale per i soggetti non residenti.

1. Non sono soggetti ad imposizione gli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari di cui all’articolo 2, comma 1, percepiti da soggetti residenti in Stati o territori inclusi nella lista di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi dell’articolo 168-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. (Alinea così modificato dall’art. 1, comma 87 della legge 244-2007)

Non sono altresì soggetti ad imposizione gli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari percepiti da:

a) enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;

b) gli investitori istituzionali esteri, ancorché privi di soggettività tributaria, costituiti in Paesi di cui al primo periodo;

c) Banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato. (Lettera sostituita dall’articolo 3-bis, comma 1, d.l. 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, in legge 23 aprile 2002, n. 73)

(Comma sostituito dall’articolo 10, d.l. 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, in legge 23 novembre 2001, n. 409)

2. Abrogato (Comma abrogato dall’articolo 10, d.l. 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, in legge 23 novembre 2001, n. 409;)

Articolo 7 – Procedura per la non applicazione dell’imposta sostitutiva nei confronti dei non residenti.

1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 6, comma 1, i soggetti non residenti ivi indicati devono depositare, direttamente o indirettamente, i titoli presso una banca o una società di intermediazione mobiliare residente, ovvero una stabile organizzazione in Italia di banche o di società di intermediazione mobiliare non residenti, che intrattiene rapporti diretti in via telematica con il Ministero delle finanze – Dipartimento delle entrate.

2. La banca o la società di intermediazione mobiliare di cui al comma 1 deve acquisire:

a) un’autocertificazione dell’effettivo beneficiario dei proventi dei titoli che attesti il possesso dei requisiti di cui al comma 1 dell’articolo 6 per la non applicazione dell’imposta. Relativamente agli investitori istituzionali privi di soggettività tributaria, si considera beneficiario effettivo l’investitore istituzionale stesso e l’autocertificazione di cui al primo periodo deve essere resa dal relativo organo di gestione. L’autocertificazione deve essere redatta in conformità a quanto stabilito con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 30 novembre 2001. La predetta autocertificazione produce effetti salvo revoca e non deve essere presentata qualora in precedenza siano state prodotte al medesimo intermediario certificazioni equivalenti per le stesse o altre finalità;

b) i dati identificativi del soggetto non residente effettivo beneficiario dei proventi dei titoli depositati, nonché il codice identificativo del titolo e gli elementi necessari a determinare gli interessi, premi ed altri frutti, non soggetti ad imposta sostitutiva, di sua pertinenza. (Comma così sostituito dall’articolo 10, d.l. 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, in legge 23 novembre 2001, n. 409)

3. Le informazioni e i documenti di cui al comma 2 possono essere acquisiti anche per il tramite di intermediari che intervengono nel deposito dei titoli indirettamente effettuato presso una banca o una società di intermediazione mobiliare residente.

4. La mancata acquisizione della dichiarazione di cui alla lettera a) del comma 2 da parte dei soggetti depositari di cui al comma 1 determina l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui proventi spettanti ai soggetti non residenti. La predetta dichiarazione non è acquisita relativamente agli enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia (Comma così modificato dall’articolo 10, d.l. 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, in legge 23 novembre 2001, n. 409).

5. Relativamente ai proventi per i quali non siano state acquisite le informazioni di cui alla lettera b) del comma 2 o siano state acquisite informazioni inesatte o non complete, la banca o la società di intermediazione mobiliare provvede al versamento della corrispondente imposta sostitutiva, maggiorata dell’1,5 per cento per ciascun mese, o frazione di mese, di ritardo rispetto a quello in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato. Il versamento non può in ogni caso essere effettuato oltre il termine di invio delle comunicazioni di cui all’articolo 8, comma 2, relative al periodo al quale i proventi si riferiscono.

Articolo 8 – Conservazione delle evidenze e comunicazione all’Amministrazione finanziaria.

1. La banca o la società di intermediazione mobiliare di cui all’articolo 7, comma 1, deve tenere separata evidenza del complesso delle posizioni relative ai percipienti soggetti all’imposta sostitutiva e delle posizioni relative ai soggetti per i quali detta imposta non è applicata ai sensi delle norme del presente decreto. Si applicano le disposizioni previste dall’articolo 3.

2. La banca o la società di intermediazione mobiliare di cui all’articolo 7, comma 1, è tenuta a comunicare all’Amministrazione finanziaria, entro il 31 marzo ed il 30 settembre di ogni anno, secondo le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 11, comma 4, gli elementi di cui all’articolo 7, comma 2, lettera b) , con riferimento ai proventi non assoggettati ad imposta sostitutiva percepiti nel semestre solare precedente, implicitamente o esplicitamente:

a) da soggetti non residenti;

b) da soggetti residenti, limitatamente a quelli relativi a titoli detenuti all’estero.

3. Nei casi di omessa, incompleta o inesatta comunicazione di cui al comma 2, da parte della banca e della società di intermediazione di cui all’articolo 7, comma l, si applica la sanzione amministrativa da lire quattro milioni a lire quaranta milioni (Comma così sostituito dall’articolo 4, DLgs. 21 luglio 1999, n. 259).

3- bis . Le disposizioni del presente articolo e quelle dell’articolo 7 non si applicano ai proventi dei titoli depositati dalle banche centrali aderenti al Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dalla Banca centrale europea (BCE), direttamente o indirettamente, presso i soggetti indicati dalla BCE nella lista dei sistemi di regolamento dei titoli, idonei per le operazioni di credito del SEBC (Comma aggiunto dall’articolo 2, DLgs. 16 giugno 1998, n. 201 e successivamente così sostituito dall’articolo 25, legge 21 novembre 2000, n. 342).

3- ter . Le disposizioni del presente articolo e quelle dell’articolo 7 non si applicano altresì ai proventi non soggetti ad imposizione in forza dell’articolo 6 quando essi sono percepiti da enti e organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia, da Banche centrali estere o da organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato. (Comma aggiunto dall’articolo 35, legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successivamente così modificato dall’articolo 3-bis, comma 1, d.l. 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, in legge. 23 aprile 2002, n. 73)

Articolo 9 – Intermediari non residenti.

1. Sono equiparati alle banche e alle società di intermediazione mobiliare di cui all’articolo 7, comma 1, gli enti e le società non residenti che aderiscono a sistemi di amministrazione accentrata dei titoli e intrattengono rapporti diretti con il Ministero delle finanze Dipartimento delle entrate.

2. Gli enti e le società di cui al comma 1 devono nominare quale rappresentante ai fini dell’applicazione del presente decreto una banca o una società di intermediazione mobiliare, residente nel territorio dello Stato, una stabile organizzazione in Italia di banche o di società di intermediazione mobiliare estere non residenti ovvero una società di gestione accentrata di strumenti finanziari autorizzata ai sensi dell’articolo 80 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che provvede: (Alinea così modificato dall’art. 41, co. 1 del DL 269 del 2003)

a) al versamento dell’imposta sostitutiva per conto dell’ente o della società rappresentata;

b) alla conservazione della documentazione di cui all’articolo 7, comma 2, lettera a) ;

c) a fornire, su richiesta dell’Amministrazione finanziaria, ogni notizia o documento utile per l’individuazione degli interessi, premi ed altri frutti corrisposti senza l’applicazione dell’imposta sostitutiva, e dei relativi percettori.

3. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, possono essere stabilite particolari modalità per l’assolvimento, da parte degli enti e delle società non residenti di cui al comma 1, degli adempimenti e degli obblighi previsti dagli articoli 7 e 8.
…………..

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