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L’iscrizione all’Aire

I cittadini italiani che abbiano stabilito la propria dimora abituale all’estero devono cancellarsi dall’anagrafe della popolazione residente e iscriversi all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), istituita e tenuta a norma della legge n. 470 del 27 ottobre 1988, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 7 novembre 1988.

I cittadini italiani che si trasferiscono all’estero per più di dodici mesi devono farne dichiarazione all’ufficio consolare della circoscrizione di immigrazione entro 90 giorni dall’immigrazione.

I cittadini italiani residenti all’estero che cambiano la residenza o l’abitazione devono farne dichiarazione entro 90 giorni all’ufficio consolare nella cui circoscrizione si trova la nuova residenza o la nuova abitazione.

Gli effetti della dichiarazione all’ufficio consolare hanno decorrenza dalla data di ricezione della stessa da parte dell’ufficiale di anagrafe italiano, qualora non sia stata già resa la dichiarazione di trasferimento della residenza all’estero presso il Comune di ultima residenza in Italia. Il soggetto interessato, infatti, oltre all’obbligatoria comunicazione al Consolato, può, entro venti giorni prima della partenza, comunicare il trasferimento in Italia. Qualora il trasferimento all’estero coinvolga, oltre al dichiarante, gli altri componenti del nucleo familiare, la dichiarazione può essere resa a favore anche di questi.

Ci sono vari modi per effettuare l’iscrizione all’Aire che è completamente gratuita:
- recandosi di persona presso l’ufficio consolare italiano entro 90 giorni dall’avvenuto espatrio, con un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità o passaporto), e fornire, attraverso la compilazione del modulo per l’iscrizione, le notizie anagrafiche richieste;
- richiedere il modulo di iscrizione al Consolato e inviarlo per posta, completo di tutti i suoi dati insieme alla fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità o passaporto);
- in alternativa, i cittadini possono anche iscriversi direttamente all’Aire del proprio Comune italiano al momento di trasferire all’estero la propria residenza. Qualora il trasferimento all’estero coinvolga, oltre al dichiarante, gli altri componenti del nucleo familiare, la dichiarazione può essere resa a favore anche di questi. In tal caso, ovviamente, chi fa la dichiarazione, deve esibire i documenti di tutti i componenti.

L’iscrizione all’Aire consente di usufruire di una serie di servizi erogati per legge dagli uffici consolari, tra questi:
- in materia di passaporti: accertamento dei requisiti per il rilascio o il rinnovo del passaporto;
- in materia di stato civile: legalizzazione degli atti di stato civile emessi dall’autorità straniera; ricezione e richiesta di trascrizione degli atti di nascita, di matrimonio, di morte; rilascio del nulla osta per la celebrazione del matrimonio presso le competenti autorità locali; richiesta presso i Comuni italiani e affissione presso l’Albo consolare delle pubblicazioni di matrimonio; ricevimento e successiva trasmissione ai Comuni italiani del riconoscimento di figli naturali; iscrizione delle nascite e dei decessi nei registri dello stato civile; ricevimento e trasmissione ai Comuni italiani delle sentenze straniere. A tal proposito, si ricorda che, con l’entrata in vigore della legge n. 127 del 1997 e del relativo regolamento di esecuzione (Dpr n. 403 del 1998), in materia di esemplificazione delle certificazioni amministrative anche in materia di stato civile, è ampiamente possibile il ricorso all’autocertificazione;
- in materia di servizio militare: notifica all’interessato del precetto di leva; arruolamento degli iscritti di leva che intendono rimpatriare per prestare il servizio militare e, in genere, ogni altra operazione riguardante la leva militare;
- in materia notarile: ricevimento di atti pubblici (procure, testamenti), di atti notori; autenticazione di sottoscrizioni apposte a scritture private e, in genere, svolgimento di tutte le altre funzioni notarili nei casi in cui gli atti sono destinati a valere in Italia;
- in materia di cittadinanza: ricevimento delle istanze e accertamento dei requisiti necessari per l’acquisto della cittadinanza italiana (es. da parte di coloro che, nati in Italia, hanno perso la cittadinanza e intendono riacquistarla); i discendenti di cittadini italiani che chiedono il riconoscimento dell’eventuale possesso della cittadinanza; gli stranieri che desiderano acquistare la cittadinanza italiana.

L’iscrizione all’Aire e risvolti fiscali

Dal punto di vista fiscale l’iscrizione all’Aire attesta e conferma la non residenza in Italia ma, a differenza dell’iscrizione nelle anagrafi del territorio dello Stato, è un elemento che può essere superato quando il soggetto mantenga, ad esempio, nel territorio nazionale i suoi interessi principali, come, ad esempio, la propria famiglia.

Citiamo la Circolare Ministeriale nr. 304/E del 2 dicembre 1997 – Accertamento dei requisiti per la qualificazione di soggetto “fiscalmente residente” in Italia:
“Al riguardo si evidenzia che la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) non costituisce elemento determinante per escludere il domicilio o la residenza nello Stato, ben potendo questi ultimi essere desunti con ogni mezzo di prova anche in contrasto con le risultanze dei registri anagrafici (Cass. 17 luglio 1967, n. 1812; 20 settembre 1979, n.4829; 24 marzo 1983, n.2070; 5 febbraio 1985, n.791).
Da cio’ discende che l’aver stabilito il domicilio civilistico in Italia ovvero l’aver fissato la propria residenza nel territorio dello Stato sono condizioni sufficienti per l’integrazione della fattispecie di residenza fiscale, indipendentemente dall’ iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente.”

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